{"id":1887,"date":"2020-05-05T17:14:30","date_gmt":"2020-05-05T16:14:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.uteportogruarese.it\/?p=1887"},"modified":"2020-05-06T12:51:34","modified_gmt":"2020-05-06T11:51:34","slug":"2020-mag-massimo-giacomini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/2020-mag-massimo-giacomini.html","title":{"rendered":"2020\/ Mag &#8211; Massimo Giacomini"},"content":{"rendered":"<h1 style=\"text-align: center;\">Conclusione del XXX Anno Accademico<\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center;\">Incontro\u00a0\u00a0con<\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 24pt;\"><strong>MASSIMO GIACOMINI<\/strong><\/span><\/h1>\n<p style=\"text-align: center;\"><a rel=\"lightbox\" href=\"http:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/01-milan.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-1889\" src=\"http:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/01-milan.png\" alt=\"01 milan\" width=\"550\" height=\"279\" srcset=\"https:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/01-milan.png 647w, https:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/01-milan-300x152.png 300w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Questa era la formazione del Milan di Nereo Rocco nella stagione 1967-68 in cui vinse lo Scudetto. Il terzo in alto da sinistra, con una mano sulla spalla di Giovanni Trapattoni era il centrocampista friulano Massimo Giacomini. Si riconoscono altri grandi campioni, a partire da Gianni Rivera\u2026<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<a rel=\"lightbox\" href=\"http:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/02-massimogiacomini.jpg.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-1891\" src=\"http:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/02-massimogiacomini.jpg.png\" alt=\"02 massimogiacomini.jpg\" width=\"500\" height=\"222\" srcset=\"https:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/02-massimogiacomini.jpg.png 789w, https:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/02-massimogiacomini.jpg-300x133.png 300w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Massimo Giacomini \u00e8 nato a Udine il 14 agosto 1939<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>E\u2019 stato calciatore professionista dal 1957 al 1973. Giocando nell\u2019Udinese, nel Genoa, nella Lazio, nel Brescia, nel Milan (scudetto nel 1968), nella Triestina, giocando ai massimi livelli 371 partite di Campionato. Allenatore dal 1973 al 1996: con Udinese, Treviso, Salernitana, Milan, Torino, Napoli, Triestina, Perugia, Venezia, Brescia, Cagliari. Dal 2007 al 2010 \u00e8 stato responsabile del settore giovanile e scolastico della FIGC. Svolge attivit\u00e0 di commentatore televisivo. Insomma \u00e8 uno che di calcio ne sa.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 18pt; color: #800000;\"><strong>Ecco cosa ci avrebbe raccontato:<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Intanto ti ringrazio per l\u2019invito e saluto tutti gli iscritti all\u2019Universit\u00e0 della Terza Et\u00e0 del Portogruarese. Avremmo dovuto incontrarci di persona ma questo maledetto virus ce l\u2019ha \u00a0impedito. Tuttavia io devo dire che per combinazione fu proprio un altro virus, quello dell\u2019\u201dAsiatica\u201d,\u00a0 che mi ha permesso di debuttare in serie A nel campionato 1957-58.\u00a0 <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Stavo all\u2019Udinese ma avevo solo 18 anni e non avevo ancora finito il liceo classico. Si ammalarono diversi giocatori della prima squadra, tra cui l\u2019unico straniero che si poteva avere quella volta, lo svedese Bengt Lindskog, che era un centrocampista come me. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Cos\u00ec venni mandato in campo contro il Milan (quello di Liedholm, Schiaffino, Maldini padre\u2026) Pareggiammo 1 a 1. Quell\u2019anno lo scudetto lo vinse la Juventus, fu la sua prima stella, davanti alla Fiorentina e al Padova. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Noi finimmo ottavi ma a pari punti con il Milan e l\u2019Inter. L\u2019anno dopo giocai insieme ad un coetaneo friulano che si chiamava Tarcisio Burgnich\u2026<\/strong><\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_1895\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a rel=\"lightbox\" href=\"http:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/02b_burgnich.png\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-1895\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1895\" src=\"http:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/02b_burgnich.png\" alt=\"02b_burgnich\" width=\"200\" height=\"248\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1895\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>Tarcisio Burgnich (Ruda, Udine, 25 aprile 1939)<\/strong><\/span><\/p><\/div>\n<h1><span style=\"color: #800000;\">Giampiero BONIPERTI<\/span><\/h1>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Ma non parliamo di me. Il vostro presidente mi ha chiesto che vi racconti dei pi\u00f9 grandi campioni che ho incontrato durante la mia carriera. E io incomincerei da <span style=\"color: #800000;\">Giampiero Boniperti<\/span>.<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_1897\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a rel=\"lightbox\" href=\"http:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/03_boniperti.png\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-1897\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1897\" src=\"http:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/03_boniperti.png\" alt=\"Giampiero Boniperti (Barengo, Novara, 4 luglio 1928)\" width=\"200\" height=\"283\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1897\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"font-size: 10pt;\">Giampiero Boniperti (Barengo, Novara,\u00a0 4 luglio 1928)<\/span><\/strong><\/p><\/div>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>\u00a0\u00a0<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><strong>Un giorno venni intervistato dalla Gazzetta dello Sport come uno dei pi\u00f9 giovani giocatori della serie A, e mi chiesero quale fosse il mio modello di giocatore, a chi mi ispirassi insomma. Ed io non ebbi dubbi: a Giampiero Boniperti. E ne elencai le doti tecniche e umane.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Cos\u00ec, quando la Juventus venne a Udine, eravamo tutti in fila per entrare in campo. Boniperti era in testa alla sua squadra e io qualche posizione indietro con la mia. Al che ricordo che Umberto Colombo, un mediano della Juventus, grid\u00f2 al capitano: \u201cGiampiero, non hai salutato il tuo giovane tifoso qui?\u201d indicandomi col dito. Boniperti, che era un tipo burbero e concentratissimo prima delle partite, gli disse di stare zitto e di pensare al gioco.\u00a0 <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Il mio compito era proprio quello di marcare il capitano juventino e lui si stizz\u00ec pi\u00f9 di una volta perch\u00e9 gli impedivo di fare le sue giocate. Ma finita la partita la tensione si allent\u00f2 e mi ringrazi\u00f2 per le mie parole che aveva letto sul giornale. L\u2019ho incontrato altre sei volte e l\u2019ho sempre marcato io. Una volta era proprio arrabbiato. Mi ha gridato: \u201cMa porca malora, tu sei bravo a giocare, e fa il tuo gioco in avanti no? Cosa stai sempre a rompermi sempre le palle a me!\u201d<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Devo dire che tutti i grandi campioni che ho incontrato avevano una caratteristica comune: erano estremamente corretti nel gioco, si fidavano della tecnica e non dello scontro fisico.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"font-size: 14pt; color: #800000;\">Video\u00a0<a style=\"color: #800000;\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=xCatSe-wF2A\" target=\"_blank\">Youtube: Giampiero BONIPERTI<\/a><\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><span style=\"color: #800000;\">Luis SUAREZ<\/span><\/h1>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Un altro campione gentiluomo che ho incontrato spesso \u00e8 stato <span style=\"color: #800000;\">Luisito Suarez<\/span> (Pallone d\u2019oro 1960).<\/strong><\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_1898\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a rel=\"lightbox\" href=\"http:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/04.png\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-1898\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1898\" src=\"http:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/04.png\" alt=\"04\" width=\"200\" height=\"284\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1898\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"font-size: 10pt;\">Luis Su\u00e1rez Miramontes, detto Luisito (A Coru\u00f1a, Spagna, 2 maggio 1935)<\/span><\/strong><\/p><\/div>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Ricordo che una volta, allora io militavo col Genoa, incontrammo l\u2019Inter su un terreno pesantissimo. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Aveva tanto piovuto ed era molto difficile far avanzare la palla soprattutto a rasoterra.<br \/>\nSi fermava nell\u2019acqua dopo pochi metri.<br \/>\n<\/strong><strong>Vidi Suarez fare un giochetto di prestigio.\u00a0<\/strong><strong>Invece di fare subito il cross verso la nostra area, sollev\u00f2 il pallone con lo scarpino e lo calci\u00f2 al volo.\u00a0Era un lancio di 30 metri che and\u00f2 a pescare<span style=\"color: #800000;\"> Jair da Costa<\/span> in buona posizione. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Fortunatamente l\u2019ala interista and\u00f2 a finire in una pozzanghera, cadde per terra e non riusc\u00ec a segnare. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Ma io imparai quel trucchetto e lo misi in pratica anche in altre occasioni col terreno pesante, sempre contro l\u2019Inter. Suarez se ne accorse e quando fin\u00ec la partita mi batt\u00e9 la mano sulla spalla, come per dirmi: \u201c<em>Hai imparato bene la lezione e<\/em>h?\u201d. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Siamo restati amici. Quando \u00e8 diventato allenatore della nazionale spagnola ed \u00e8 venuto in Italia per i campionati del mondo del 1990, mi ha chiamato e siamo andati a pranzare insieme.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>\u00a0Video\u00a0<a style=\"color: #800000;\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=UHYTTrLsWY0\" target=\"_blank\">Youtube: Luisito Suarez<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<h1><\/h1>\n<h1><span style=\"color: #800000;\">Mario CORSO<\/span><\/h1>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>Un grande amico per me \u00e8 sempre stato Mariolino Corso\u2026<\/strong><\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_1899\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a rel=\"lightbox\" href=\"http:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/05.png\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-1899\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1899\" src=\"http:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/05.png\" alt=\"05\" width=\"200\" height=\"319\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1899\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"font-size: 10pt;\">Mario Corso (Verona, 25 agosto 1941)<\/span><\/strong><\/p><\/div>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Ci eravamo incontrati a Lignano, al mare, quando eravamo ancora due promesse, e ci siamo ritrovati poi a frequentare il corso di allenatori di Italo Allodi, un corso molto impegnativo che durava ben otto mesi. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Corso era gentile, timido, ma \u00e8 stato uno dei giocatori pi\u00f9 talentuosi in assoluto che io abbia incontrato. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Gli imputavano di giocare con un solo piede, il sinistro, ma con quel piede faceva ci\u00f2 che voleva. Era come una mano. Pensate che di solito quando ti arriva un lancio, stoppi il pallone con l\u2019interno destro. Lui invece lo addomesticava con l\u2019esterno sinistro. Che se lo fa un altro la palla rimbalza e gli schizza via. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Non era molto veloce nella corsa, ma era rapidissimo da fermo. Quando te lo trovavi davanti non sapevi mai come ti avrebbe saltato, ma ti dribblava di sicuro. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>A me ha fatto il \u201ctunnel\u201d pi\u00f9 di una volta. E guardate che subire un tunnel \u00e8 un\u2019umiliazione che ti fa imprecare. Io li ho subiti perch\u00e9 mi mandavano in prima linea, sperando poi che il capitano Vincenzo Ochetta, che stava dietro a me, riuscisse a recuperare il pallone. Comunque non mi ha saltato proprio sempre eh! Qualche volta l\u2019ho anche fermato\u2026<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #800000;\"><a style=\"color: #800000;\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=K-Zm-nHk2sI\" target=\"_blank\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Video\u00a0Youtube: Gol top ten<\/strong><\/span><\/a><\/span><\/p>\n<h1><\/h1>\n<h1><span style=\"color: #800000;\">Luigi MERONI<\/span><\/h1>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_1900\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a rel=\"lightbox\" href=\"http:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/06.png\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-1900\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1900\" src=\"http:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/06.png\" alt=\"06\" width=\"300\" height=\"283\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1900\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"font-size: 10pt;\">Luigi MERONI, detto Gigi<br \/> Como, 24 febbraio 1943<br \/> Torino, 15 ottobre 1967<\/span><\/strong><\/p><\/div>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>Gigi Meroni l\u2019ho incontrato in serie B col Genoa mentre lui ancora ragazzino giocava nel Como. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Ci trovammo davanti questo giocatore giovanissimo, capellone, stortignaccolo, con due \u201csteccaroni\u201d di gambe pelose e i calzettoni tirati gi\u00f9. A tutto poteva sembrare tranne che a un atleta. Ma quando cominciammo a giocare ci accorgemmo a nostre spese che era un castigo di Dio. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Saltava sempre l\u2019uomo che lo marcava. Non si sapeva come prenderlo. E ci segn\u00f2 subito un gol mettendoci in svantaggio. Poi recuperammo e vincemmo per due a uno. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Anche perch\u00e9 Meroni non riusciva a tenere quei ritmi altissimi. Faceva sfaceli ma poi doveva regalarsi qualche lunga pausa sulla fascia destra. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Quando tornammo a Genova in pullman non facevamo che parlare di lui. Il capitano Ochetta ci chiese cosa ne pensavamo, e tutti dicemmo che quel ragazzo avrebbe avuto un futuro. E infatti l\u2019anno dopo il Genoa lo compr\u00f2 e lui divenne per qualche tempo proprio il mio compagno di camera. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Era un artista, sia in campo che fuori: dipingeva cravatte per le seterie di Como. Ed era stravagante come un po\u2019 tutti gli artisti. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Sappiamo tutti la sua storia: a 24 anni mor\u00ec investito da un\u2019automobile quando era a Torino. A investirlo fu un ragazzo di 19 anni che si chiamava Attilio Romero: da adulto diventer\u00e0 il presidente del Torino.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>\u00a0<span style=\"color: #800000;\"><a style=\"color: #800000;\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=w6QEiFCSKD0\" target=\"_blank\">Video\u00a0Youtube:\u00a0Gocce di leggenda: Gigi Meroni<\/a><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><span style=\"color: #800000;\">Karl Heinz SCHNELLINGER<\/span><\/h1>\n<div id=\"attachment_1901\" style=\"width: 191px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a rel=\"lightbox\" href=\"http:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/07.png\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-1901\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1901 size-full\" src=\"http:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/07.png\" alt=\"07\" width=\"181\" height=\"235\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1901\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"font-size: 10pt;\">Karl-Heinz Schnellinger<\/span><\/strong><br \/><strong><span style=\"font-size: 10pt;\">D\u00fcren, Colonia,<br \/>31 marzo 1939<\/span><\/strong><\/p><\/div>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Nella stagione 67-68 approdai al Milan, giocai una sola partita, ma vincemmo lo scudetto. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>L\u00ec ho conosciuto a fondo tanti grandi campioni. Sono rimasto particolarmente amico di Schnellinger: avremmo dovuto vederci a Milano, dove abita ancora, ma purtroppo questa maledizione del virus ce lo ha impedito.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong> Lui era un ragazzone tedesco dolcissimo. Aveva gi\u00e0 fatto tre campionati del mondo con la sua nazionale. Nel \u201966 era arrivato secondo nei campionati in Inghilterra. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>La famosa partita del 4 a 2 per i padroni di casa. Con quel gol fantasma\u2026 Era estremamente permaloso. E quando uno dimostra di esserlo gli altri ci godono e concentrano su di lui gli scherzi e le prese in giro. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Era biondissimo e quando era sudato diventava rosso in faccia: lo chiamavamo \u201cil gambero\u201d e lui si incazzava. Negli allenamenti facevamo il gioco del \u201ctorello\u201d. Cio\u00e8 16 giocatori si mettevano in cerchio passandosi la palla di prima intenzione, e altri due stavano in mezzo e dovevano intercettarla. Quando toccava a Karl stare in mezzo\u00a0 gliene facevamo di tutti i colori, tanto che Rocco, che si divertiva anche lui, ci gridava \u201c<em>En no, ghe vol rispetto pal Tedesco. Ci\u00f2 el xe el vice campion del mondo lui, mia un mona qualsiasi\u2026<\/em>!\u201d E gi\u00f9 a ridere tutti quanti.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>\u00a0<span style=\"color: #800000;\"><a style=\"color: #800000;\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=ciOtWriJEeE\" target=\"_blank\">Video\u00a0Youtube: Karl Heinz Schnellinger<\/a><\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><span style=\"color: #800000;\">Nereo ROCCO<\/span><\/h1>\n<div id=\"attachment_1902\" style=\"width: 481px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a rel=\"lightbox\" href=\"http:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/08.png\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-1902\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1902 size-full\" src=\"http:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/08.png\" alt=\"08\" width=\"471\" height=\"333\" srcset=\"https:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/08.png 471w, https:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/08-300x212.png 300w\" sizes=\"(max-width: 471px) 100vw, 471px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1902\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>Nereo Rocco <\/strong><\/span><br \/> <span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>Trieste, 20 maggio 1912\u00a0\u00a0<\/strong><\/span><br \/> <span style=\"font-size: 10pt;\"><strong> Trieste, 20 febbraio 1979 \u00a0<\/strong><\/span><\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Beh, come si fa a non ricordare il \u201cParon\u201d? <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Un allenatore che metteva insieme doti di tecnica e di umanit\u00e0, e riusciva a creare nella squadra un vero spirito di corpo. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Anche con le sue battute proverbiali. \u201c<em>Chi credeo da eser, el Real Madrid<\/em>?\u201d, \u201c<em>Vinca il migliore? Speremo de no!<\/em>\u201d. Gli dicevano che usava il \u201ccatenaccio\u201d, ma in realt\u00e0 il suo era un mezzo sistema col battitore libero.\u00a0 Ci riuniva e ci spigava lo schema coi ruoli di tutti, poi quando arrivava all\u2019unica punta, al centravanti, invariabilmente diceva: \u201c<em>E qua metemo quel mona de Pierino Prati. No te te ofendi miga se te ciamo cus\u00ec\u2026<\/em>\u201d Il realt\u00e0 Prati non era mona per niente e quell\u2019anno fu il capocannoniere del campionato. E abbiamo vinto Scudetto, Coppa Italia e Coppa delle Coppe. Insomma abbiamo fatto il \u201ctriplete\u201d.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>A proposito della Coppa, che abbiamo vinto in finale battendo l\u2019Amburgo, ce l\u2019eravamo vista brutta contro il Liegi. Dovevamo fare zero a zero per superare il turno. Ma a un certo punto un belga ha tirato un calcione a Baveni e gli ha rotto una gamba. Quella volta non si potevano fare le sostituzioni e cos\u00ec siamo rimasti in 10 a fronteggiare questi che attaccavano alla disperata per approfittare del vantaggio numerico. Rocco addirittura ha tirato indietro Hambrin, che era una punta, per fare il libero in difesa. Cudicini, il portiere, era preoccupato e gridava a Rocco per sapere quanto mancava. E Rocco gli gridava:\u00a0 \u201c<em>Tien duro che xe quasi fin\u00eca<\/em>\u201d.\u00a0 E io che stavo in panchina gli dico ingenuamente: \u201c<em>Ma Mister, manca ancora un quarto d\u2019ora<\/em>!\u201d E lui arrabbiato col dito sulla bocca: \u201c<em>Tasi ti! Spion de un furl\u00e0n<\/em>!\u201d<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=KDgO-I3k5SU\" target=\"_blank\">\u00a0<span style=\"color: #800000;\">Video\u00a0Youtube:\u00a0Nereo Rocco<\/span><\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<h1><span style=\"color: #800000;\">Gianni RIVERA<\/span><\/h1>\n<div id=\"attachment_1903\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a rel=\"lightbox\" href=\"http:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/09.png\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-1903\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1903\" src=\"http:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/09.png\" alt=\"Gianni Rivera\" width=\"200\" height=\"279\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1903\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>Gianni Rivera, <\/strong><\/span><br \/><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>all&#8217;anagrafe Giovanni Rivera<\/strong><\/span><br \/><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>Alessandria, 18 agosto 1943<\/strong><\/span><\/p><\/div>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Beh, Gianni. Cosa dire?<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong> Pallone d\u2019oro nel 1969. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Risolutore al campionato del mondo con la Germania del celeberrimo 4 a 3. Quando l\u2019ho poi incontrato volevo quasi baciargli il piede. Rivera non si presta a tanti pettegolezzi. E\u2019 sempre stato, come dire?, molto \u201cdisinfettato\u201d, cio\u00e8 si gentile, tranquillo, ma non ti dava tantissima confidenza. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Era concentratissimo nel gioco. Non giocava per il pubblico, non concedeva quasi mai giocate spettacolari, ma il suo gioco era estremamente produttivo per la squadra. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Mi ricordo una volta, una partita di coppa a San Siro, io ero in tribuna. A un certo punto gli arriva un lancio lungo sulla sinistra. Troppo lungo a mio parere. Invece vediamo che lui si affanna a rincorrere la palla. Strano, mi dico, Rivera non spreca mai energie per niente. Quando ormai il pallone era a mezzo metro dalla bandierina del corner, lui si allunga e riesce indirizzare la palla con la punta del piede contro il paletto. Quella rimbalza e torna indietro, lui sullo slancio gira intorno alla bandierina, recupera il pallone, lo mette in mezzo e Sormani di testa segna. Una magia!<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong> E poi lo chiamavano \u201cAbatino\u201d, era stato Gianni Brera a inventargli questo nomignolo. Perch\u00e9 Rivera non era certo il tipo dello sfondatore, del giocatore tutto muscoli\u2026 Appariva fragile ma in realt\u00e0 non lo era. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Mi ricordo una partita con la Fiorentina. Ha preso un calcio da Bertini. Gli ha provocato un orribile ematoma che gli arrivava dal gluteo fino al polpaccio. Ma lui non ha voluto fermarsi, ha fatto tutti gli allenamenti della settimana e la domenica successiva era regolarmente in campo. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>E\u2019 stato lui, quando \u00e8 diventato dirigente del Milan, a chiamarmi a fare l\u2019allenatore della prima squadra nel 1979.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #800000;\"><a style=\"color: #800000;\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=m5ZyAfQpTJc\" target=\"_blank\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Video\u00a0Youtube:\u00a0Gianni Rivera, il Golden Boy<\/strong><\/span><\/a><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: 24pt; color: #800000;\"><strong>Massimo GIACOMINI Allenatore\u2026<\/strong><\/span><\/p>\n<p><a rel=\"lightbox\" href=\"http:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/10.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-1904\" src=\"http:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/10.png\" alt=\"10\" width=\"600\" height=\"144\" srcset=\"https:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/10.png 988w, https:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/10-300x71.png 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Ho giocato al calcio da professionista per 16 anni: dal 57 al 73. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Poi ho cominciato a fare l\u2019allenatore. Le immagini testimoniano alcuni momenti di particolare soddisfazione. Le due ai lati riguardano le stagione 77-78 e 78-79, quando ho riportato l\u2019Udinese dalla serie C fino in serie A. Erano anni duri per il Friuli del dopo terremoto e queste vittorie hanno contribuito a risollevarlo. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>La foto in centro invece riguarda il campionato 80-81 col Milan. L\u2019anno prima avevo portato la squadra al terzo posto in campionato, ma poi era stata retrocessa in B per punire la societ\u00e0 dei pasticci degli anni precedenti. E l\u2019anno successivo vincemmo il campionato di B e tornammo in A. Ma non si creda che sia stato facile. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Dovunque arrivasse il Milan quella era la partita dell\u2019anno e le squadre del girone cadetto si impegnavano a morte pur di far bella figura contro di noi.<\/strong><\/span><\/p>\n<div id=\"attachment_1905\" style=\"width: 560px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a rel=\"lightbox\" href=\"http:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/11.png\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-1905\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1905\" src=\"http:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/11.png\" alt=\"11\" width=\"550\" height=\"291\" srcset=\"https:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/11.png 368w, https:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/11-300x158.png 300w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1905\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"font-size: 10pt;\">La formazione dell\u2019Udinese di Giacomini anno 77-78 (promozione in serie B). L\u2019anno successivo promozione in serie A dopo ben 17 anni.<\/span><\/strong><\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_1906\" style=\"width: 560px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a rel=\"lightbox\" href=\"http:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/12.png\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-1906\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1906\" src=\"http:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/12.png\" alt=\"12\" width=\"550\" height=\"347\" srcset=\"https:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/12.png 388w, https:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/12-300x189.png 300w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1906\" class=\"wp-caption-text\"><strong><span style=\"font-size: 10pt;\">La formazione del Milan allenata da Massimo Giacomini nel campionato 79-80. E\u2019 l\u2019ultimo anno delle carriere di Ricky Albertosi e di Fabio Capello. La squadra arriver\u00e0 terza in campionato ma sar\u00e0 retrocessa in B per illecito sportivo.<\/span><\/strong><\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_1907\" style=\"width: 560px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a rel=\"lightbox\" href=\"http:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/13.png\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-1907\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1907\" src=\"http:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/13.png\" alt=\"Il Milan 80-81 che torna in A. E\u2019 la squadra di Collovati, Baresi, Maldera\u2026\" width=\"550\" height=\"281\" srcset=\"https:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/13.png 417w, https:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/13-300x153.png 300w\" sizes=\"(max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1907\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>Il Milan 80-81 che torna in A. E\u2019 la squadra di Collovati, Baresi, Maldera\u2026<\/strong><\/span><\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Ecco, da allenatore vorrei ricordare soprattutto due giocatori, uno \u00e8 Fulvio Collovati, un friulano come me, di Teor.<\/strong><\/span><\/p>\n<h1><span style=\"color: #800000;\">Fulvio COLLOVATI<\/span><\/h1>\n<div id=\"attachment_1908\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a rel=\"lightbox\" href=\"http:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/14.png\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-1908\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1908\" src=\"http:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/14.png\" alt=\"14\" width=\"200\" height=\"283\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1908\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>Fulvio Collovati <\/strong><\/span><br \/><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>Teor, Udine, 9 maggio 1957<\/strong><\/span><\/p><\/div>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Fulvio ha avuto tante soddisfazioni. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Ricordiamo solo che \u00e8 stato campione del mondo nel 1982 nel mondiale di Spagna. E\u2019 stato uno stopper eccezionale: grande tecnica, senso del tempo negli anticipi, gran colpitore di testa. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>E poi nonostante fosse gi\u00e0 in Nazionale con Bearzot (altro friulano)\u00a0 dimostrava sempre un grande attaccamento alla maglia del club. Pensate che allora la Nazionale giocava spesso di sabato. Il giorno dopo veniva sospeso il campionato di serie A, ma non quello di serie B. E noi nell\u201980 eravamo purtroppo i serie B. Fulvio tornava a casa dalla partita in Nazionale \u00a0magari anche tardi di notte, \u00a0stanco morto. Io gli dicevo: \u201c<em>Riposati, ti sostituisco<\/em>\u201d. Ma lui protestava: \u201c<em>Non si fida di me Mister<\/em>?\u201d E dovevo mandarlo in campo a giocare anche la domenica.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #800000;\"><a style=\"color: #800000;\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=aoF8U0VpGJ8\" target=\"_blank\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Video\u00a0Youtube: Fulvio Collovati, stopper<\/strong><\/span><\/a><\/span><\/p>\n<h1><\/h1>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><span style=\"color: #800000;\">Franco BARESI<\/span><\/h1>\n<div id=\"attachment_1909\" style=\"width: 210px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a rel=\"lightbox\" href=\"http:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/15.png\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-1909\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1909\" src=\"http:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/15.png\" alt=\"Franco Baresi, all'anagrafe Franchino Baresi Travagliato, Brescia, 8 maggio 1960\" width=\"200\" height=\"297\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1909\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>Franco Baresi, all&#8217;anagrafe Franchino Baresi <\/strong><\/span><br \/><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>Travagliato, Brescia, <\/strong><\/span><br \/><span style=\"font-size: 10pt;\"><strong>8 maggio 1960<\/strong><\/span><\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>L\u2019altro \u00e8\u00a0 Franco Baresi, anche lui campione del mondo nel 1982 e vice campione nel 1994. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>In quella famosa finale americana, con la nazionale di Sacchi, contro il Brasile (i rigori, l\u2019errore suo e di Baggio\u2026) dove Baresi gioc\u00f2 nonostante fosse stato operato al menisco solo 23 giorni prima.\u00a0<\/strong><strong>Era una vera roccia. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Io l\u2019ho avuto in squadra quando era appena ventenne. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Secondo me il libero pi\u00f9 grande di tutti i tempi \u00e8 stato Gaetano Scirea, ma subito dopo viene Baresi. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Aveva un unico difetto, che parlava poco. Era molto taciturno. E per uno che giocava nel suo ruolo non era un difetto da poco, perch\u00e9 avrebbe dovuto comandare ai compagni. Anche Liedholn aveva osservato: \u201cGli manca solo la parola\u201d. Ma era un difetto giovanile. <\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Dopo qualche anno divenne imperioso anche con la voce eccome che si faceva sentire. E\u2019 stato sempre e solo al Milan vincendo tutto quello che si poteva vincere:<\/strong> <strong>sei Scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, tre Supercoppe europee e quattro Supercoppe italiane.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #800000;\"><a style=\"color: #800000;\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=HQAl6JNpxW0\" target=\"_blank\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Video\u00a0Youtube:\u00a0Franco Baresi<\/strong><\/span><\/a><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>\u00a0<span style=\"color: #800000;\">Ecco, vi ho raccontato in sintesi alcune cose dei miei ricordi di calciatore e di allenatore. Naturalmente ne avrei tantissime altre da raccontare. Mi dispiace che non mi possiate fare delle domande e non posso quindi soddisfare le curiosit\u00e0 che certamente avrete intorno al calcio di quegli anni. <\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 14pt; color: #800000;\"><strong>Speriamo che questa maledizione passi presto e che magari in futuro possiamo vederci di persona, com\u2019era previsto per quest\u2019anno. Un caro saluto e un augurio a tutti voi.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><a rel=\"lightbox\" href=\"http:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/16.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-1910 size-full\" src=\"http:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/16.png\" alt=\"16\" width=\"263\" height=\"236\" \/><\/a>\u00a0 <span style=\"color: #800000;\">\u00a0<span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Massimo Giacomini<\/strong><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #800000;\"><a style=\"color: #800000;\" href=\"https:\/\/youtu.be\/H26d-N40n7s\" target=\"_blank\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Video\u00a0Youtube:\u00a0Giacomini parla di Nereo Rocco<\/strong><\/span><\/a><\/span><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/youtu.be\/H26d-N40n7s\" target=\"_blank\">\u00a0<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Conclusione del XXX Anno Accademico Incontro\u00a0\u00a0con MASSIMO GIACOMINI Questa era la formazione del Milan di Nereo Rocco nella stagione 1967-68 in cui vinse lo Scudetto. Il terzo in alto da sinistra, con una mano sulla spalla di Giovanni Trapattoni era il centrocampista friulano Massimo Giacomini. Si riconoscono altri grandi campioni,&#8230; <a class=\"continue-reading-link\" href=\"https:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/2020-mag-massimo-giacomini.html\">Continue reading<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[6,3,1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1887"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1887"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1887\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1926,"href":"https:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1887\/revisions\/1926"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1887"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1887"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.uteportogruarese.it\/ute\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1887"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}